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PREFAZIONE
“Noi
siamo più felici della Madonna, perché... Lei non ha avuto una Santa
Vergine da amare!...”.

Questa uscita deliziosa di S.
Teresina non dovrebbe lasciarci indifferenti. È talmente bella e
sorprendente! Ci fa comprendere in un baleno l’incanto dell’amore alla
Madonna. Ci fa capire in un attimo di quale felicità noi siamo privi,
senza la devozione alla Madonna.
Quel gran “folle
dell’Immacolata” che fu S.
Massimiliano Maria Kolbe, diceva
con trasporto: “Miei cari figli, se desiderate vivere e morire
felici, sforzatevi di approfondire l’amore filiale verso la nostra
Mammina Celeste”.
Ed ecco lo scopo di questo
libretto: fare un po’ di luce sulla bellezza e preziosità della
devozione alla Madonna, accendere un po’ di fuoco per amare la nostra
dolce Mamma; suscitare un po’ di fervore nell’imitare la vita e le
virtù della Tutta Santa. E tutto questo, secondo gli insegnamenti e gli
esempi dei nostri cari modelli: i Santi.
Dio voglia che almeno qualche anima arrivi a comprendere il valore
e l’importanza della devozione alla Madonna!
Un giorno un confratello
chiese al Ven.le P. Pio da Pietrelcina. “Padre, che cosa pensa lei della
Madonna?”. Rispose:
“Vale più che la teologia e la filosofia”.
Questa risposta di P. Pio è
l’eco di quelle parole dello Spirito Santo che la Liturgia fa dire alla
Madonna: “Io abito nelle sommità dei cieli e penetro nelle
profondità degli abissi” (Sir 24,5). Quale
celeste immensità è il mistero di Maria!
Ma la Madonna è nostra. È
di Dio e dell’umanità. È Mamma di Gesù ed è Mamma nostra.
“Ecco tuo figlio” (Gv 19,26). La
Madonna non può non amarci. La maternità è amore. Se S. Paolo provava
“l’ansia quotidiana e la sollecitudine per tutte le Chiese” (2 Cor
2,28), quanto più la Madonna, che
è la Madre universale? Il S. Curato d’Ars arriva a dire che neppure in
Cielo la Madonna può godersi in pace il Paradiso, perché è come una
Mamma che ha i figli fuori casa e ne attende il ritorno. Le sue
preoccupazioni finiranno solo alla fine dei tempi, quando l’ultimo
figlio entrerà nella Casa del Padre, ed Ella, finalmente, attorniata dai
figli, potrà godersi in pace il Paradiso!
Ma noi come rispondiamo all’amore della Celeste Mamma? Vogliamo
venerarla con gratitudine? Sentiamo di amarla come nostra Madre? Ci
sforziamo di somigliarle come veri figli? “Ecco tua Madre” (Gv
19,27). Se la Madonna è nostra
Mamma, è chiaro che “la
pietà della Chiesa verso la Vergine Maria è elemento intrinseco del
culto cristiano”, e noi “non possiamo essere cristiani senza essere mariani”,
secondo le belle espressioni del papa Paolo VI.
Quanto più mariani, dunque,
tanto più cristiani. Quanto più saremo della Madonna, tanto più saremo
di Gesù. Quanto più somiglieremo alla Divina Madre, tanto più
somiglieremo al nostro Divin Fratello Gesù, “figlio della verginità”
di Maria (S. Ambrogio). Questo
diventare “conformi a Gesù” (Rm 8,29) in
Maria, è il frutto genuino della devozione alla Madonna.
Come S. Giovanni Evangelista “accolse
Maria nella sua casa” (Gv 19,27),
così sia dato a noi di accogliere la Madonna nella dimora del nostro
cuore.
Se noi non abbiamo una vera devozione mariana, con S. Francesco di
Sales dovremmo invocare spesso: “Dio mio! Quando avremo la
grazia che la Santa Vergine venga a nascere nel nostro cuore?”.
Se invece abbiamo già la grazia della devozione alla Madonna,
dobbiamo accrescerla con ogni studio e ogni sforzo, perché dalla presenza
viva della Madonna nella nostra vita, come nella vita di tutta la Chiesa,
dipende la salvezza e la santificazione. “Maria - diceva S. Bernardo - è tutta la ragione della nostra speranza”.
Così predicava anche S. Luigi Grignion di Montfort. Così insegnava pure
S. Alfonso M. de’ Liguori; e di questo era ben convinto S. Giovanni
Bosco, che in un suo celebre sogno vide la nave della Chiesa stare salda e
vittoriosa nella tempesta, perché ancorata alle due incrollabili colonne:
l’Eucaristia e l’Immacolata.
La Madonna ci salva. La Madonna ci dona la vita. La Madonna ci
arricchisce di Dio. Ella ci ripete con lo Spirito Santo: “Chi
trova Me, trova la vita, e avrà la salvezza dal Signore” (Pro 8,35); e
ancora: “Io ho tutte le ricchezze per arricchire quelli che mi
amano” (Pro 8,21). Non per niente,
S. Pio X, per restaurare ogni cosa in Cristo, nella Chiesa e nel mondo,
propose come mezzo primario la devozione alla Madonna.
Amiamo la Madonna, quindi.
Facciamo nostra l’ultima raccomandazione di P. Pio da Pietrelcina: “Amate
la Madonna e fatela amare. Recitate sempre il Rosario”.
Amiamo la Madonna senza dire mai “basta”.
Animiamoci, anzi, a una santa gara per essere la generazione che più
glorifica Maria ( cf Lc 1,48).
Una volta S. Massimiliano M. Kolbe ricevette dai confratelli
l’augurio di amare sempre più l’Immacolata. Il Santo rispose
ringraziando e augurando a sua volta ai confratelli che nell’amore alla
Madonna essi potessero superare lui mille volte; e lui poi superare loro
un milione di volte; ed essi ancora superare lui un miliardo di volte; e
così di seguito, in nobile gara, senza fermarsi mai.
Ad ogni lettore di questo libretto noi vogliamo fare lo stesso
augurio di S. Massimiliano M. Kolbe: superare ogni traguardo nell’amore
filiale alla “nostra Mammina Celeste”.
“Chi trova Me
trova la vita”
(Pro
8,35)
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